fbpx
Utilizziamo cookie per assicurarti una migliore esperienza sul sito. Utilizziamo cookie di parti terze per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per maggiori informazioni sui cookie e sulla loro disabilitazione consulta la Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie.
 

L’ASSEVERAZIONE DI RINNOVO

LE PITTURE INTUMESCENTI

30-03-21
EPC ANTINCENDIO

 

Come si pongono le pitture intumescenti rispetto ai requisiti di efficienza e funzionalità.
Claudio Traverso – Direttore Tecnico Amotherm

 

L’impianto normativo cogente è entrato nel pieno della sua operatività sia per gli indirizzi in fase progettuale che durante la “working life” dell’edificio. Il professionista antincendio sempre più spesso è chiamato a ricoprire il ruolo di asseveratore, diventando di fatto un giudice/verificatore delle scelte operate in fase progettuale e applicate in sede costruttiva.

L’Eurocodice EC 1990 al comma 2.4 recita:

Le strutture devono essere progettate in modo che il deterioramento durante la loro Design Working Life non influenzi le prestazioni della struttura stessa al di sotto di quanto ipotizzato, con particolare riferimento all’ambiente e alle operazioni di manutenzione.

È necessario quindi disporre di un vasto bagaglio di conoscenze che vanno dagli aspetti normativi formali alla chimica dei materiali, per non dimenticare la conoscenza delle pratiche applicative.

Nell’ampio portafoglio di soluzioni oggi disponibili, le pitture intumescenti sono spesso identificate come la soluzione difficile da codificare, poco comprensibile nei suoi meccanismi e con livelli di affidabilità inferiori rispetto ad altri sistemi.

Concetto questo assolutamente sbagliato, frutto di un’analisi semplice e superficiale dettata dal pregiudizio.

I sistemi intumescenti, indipendentemente dal supporto sul quale sono stati applicati, presentano dei “chiari sintomi” che permettono di capire mediante un semplice controllo visivo se è in atto un deterioramento del protettivo.

 

Quali sono questi “sintomi”:

  • Sfarinamento superficiale con presenza di polvere biancastra in superficie: verificabile per strofinamento del film di prodotto con un panno o semplicemente con la mano;
  • Distacchi e/o crepature del film: fenomeno molto evidente verificabile con ispezione visiva;
  • Dilavamento: presenza di percolato alla base dell’elemento o sull’elemento stesso con percezione di superficie “oleosa” al tatto.

 

È chiaro che dopo la prima sommaria analisi, se nessuno di questi indicatori è presente, è assodato che nessun stato di degrado è in atto e la protezione intumescente garantisce i livelli di sicurezza pensati e adottati. Al contrario invece, se sono presenti stati di degrado, occorre intervenire aumentando il livello di analisi e approfondimento con prove specifiche, quali:

  • Misurazione dello spessore del film:
    • su acciaio mediante spessimetro magnetico;
    • Su calcestruzzo mediante strumento ottico;
  • Verifica dell’adesione:
    • metodo della quadrettatura;
    • Metodo del Pull OFF test;
  • Verifica della durezza superficiale:
    • Metodo Shore;
  • Verifica del grado di espansione:
    • Rapporto di espansione del prodotto a riferimento;
Cross cut test Cross cut test

Pull-off su muratura Pull-off su muratura

Prova spessore film umido con spessimetro Prova spessore film umido con spessimetro

Pull-off su acciaio Pull-off su acciaio

 

 

 

 

 

 

 

 

Con le attuali conoscenze e il supporto strumentale di cui oggi disponiamo, il sistema intumescente è facile da verificare. È opportuno condurre l’analisi sempre per gradi, facendo ricorso al livello superiore quando il passaggio precedente non ci dà le garanzie necessarie.

Possiamo strutturare un percorso di asseverazione, secondo questo schema:

  • 1° Fase Analisi visiva di tutta la superficie;
  • 2° Fase Localizzazione di eventuali porzioni con evidenze di degrado;
  • 3 °Fase Analisi Strumentale (spessore/durezza/adesione/etc.);
  • 4 °Fase Verifica del rapporto di espansione.

Il sistema intumescente, dunque, oltre a prestarsi ad una facile analisi tecnica, presenta notevoli vantaggi per l’asseveratore, in particolare:

  • Non ci sono giunti da verificare e che possono essere danneggiati. Pensiamo ad esempio alla verifica di una struttura posta in zona sismica.
  • Se presenti, i fenomeni di degrado sono molto evidenti. Quindi facilmente rilevabili anche in zone di scomodo accesso.

Un aspetto molto importante nel processo di asseverazione è legato al marchio del prodotto, in particolare alla garanzia di ricevere appoggio da parte del produttore, ovvero il soggetto che meglio di tutti conosce i punti di forza, ma anche di debolezza del sistema impiegato.

Proprio per questo, all’interno del dipartimento tecnico di Amonn è presente una squadra di specialisti che supporta il tecnico antincendio durante le varie fasi del processo di asseverazione, tramite sopralluoghi, verifiche in cantiere e test al fuoco nei propri forni di prova.

Detto questo, è chiaro che la responsabilità e la decisione finale resta in carico al professionista antincendio, con l’obiettivo primario di tutto il nostro lavoro ovvero la sicurezza in caso di incendio.