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J.F. AMONN Srl

La protezione al fuoco di strutture metalliche leggere: sicurezza, funzionalità, ma anche aspetto estetico.

Da Antincendio di ottobre 219

03.10.2019 - Le costruzioni metalliche hanno accompagnato - e tutt’oggi rappresentano - il percorso dello sviluppo industriale di una Nazione.

Le costruzioni metalliche hanno accompagnato - e tutt'oggi rappresentano - il percorso dello sviluppo industriale di una Nazione.
All'inizio del secolo si costruiva utilizzando elementi robusti, con una massa di ferro importante. Nel corso del tempo, con l’aumentare della competitività del mercato, oltre che delle conoscenze e competenze ingegneristiche, queste strutture si sono assottigliate sempre più, fino a divenire elementi snelli e leggeri. Con questo approccio vengono costruiti e disseminati per il tutto il territorio edifici industriali/commerciali e depositi con varie destinazioni d’uso che, se non soggetti a valutazione del rischio d’incendio, rispondono perfettamente, ma nel momento in cui l’attività svolta nei locali prevede una valutazione del rischio incendio, ecco che sorgono i primi problemi. Quanto detto vale per le costruzioni esistenti, ma anche per le nuove realizzazioni che, per motivi sempre più legati ai costi ed alla dimensione degli edifici (luci), prevedono elementi snelli e travi reticolari facilmente vulnerabili al fuoco.

Analisi della struttura e parametri di valutazione della struttura

Nella valutazione del comportamento al fuoco di un elemento in acciaio, uno dei parametri fondamentali da calcolare è il valore di massività o fattore di sezione.
Questo parametro prende in considerazione il perimetro dell’elemento esposto al fuoco, rispetto all’area della sezione dell’elemento in esame. Il prodotto di questa operazione matematica è un valore espresso in m-1.
Più il valore è basso (es. 50 m-1) meglio l’elemento si comporta nei confronti del fuoco e viceversa. Ad esempio elementi con massività > 300 m-1 sono facilmente vulnerabili al fuoco.
Ma la massività non è il solo parametro che può influenzare il comportamento al fuoco di un elemento in acciaio. Qualità dell’acciaio, tasso di lavoro e geometria del profilo sono dati necessari per il calcolo della temperatura critica (tcr). Tutto questo insieme di dati e valutazioni, dall’entrata in vigore dell’oramai collaudato e molto apprezzato dagli addetti ai lavori D.M. 16/02/2007 e successivo D.M. 03/08/2015, è diventato campo di attività abituale per i professionisti che operano nel settore della protezione passiva.

Norme di qualificazione dei protettivi

È chiaro dunque che per rendere resistenti al fuoco strutture in acciaio snelle, occorre intervenire con sistemi protettivi qualificati. Le norme di riferimento sono:
- per i protettivi di tipo passivo EN 13381-4 vale per intonaci isolanti/lastre
- per i protettivi di tipo reattivo EN 13381-8 : 2013 vale per pitture intumescenti
Queste norme di qualificazione sono uniche e cogenti nei vari paesi Europei e producono un rapporto di valutazione e/o assessment che permette una rapida individuazione dello spessore di protettivo necessario a raggiungere quella determinata resistenza al fuoco in funzione della massività dell’elemento e della sua temperatura critica. Per il professionista rappresentano un ambito di lavoro certo, ma soprattutto sicuro.
Esistono altre norme di riferimento (dette di classificazione es. EN1364…) utilizzabili in fase sperimentale ed inserite nel contesto normativo per rispondere a richieste di protezione al fuoco di elementi particolari o fuori standard. È opportuno ricordare che i risultati di queste prove si debbono utilizzare solo ed esclusivamente all’interno del campo di applicazione diretta del risultato di prova. Vale a dire: il risultato ottenuto è applicabile solo per quel tipo di elemento (con quella geometria/massività/etc.) e, molto importante, nelle condizioni di prova riportate sul documento, quali momento e/o carico applicato.

Criteri di scelta del protettivo


Ritornando al tema principale del nostro approfondimento, il profilo ideale del protettivo adatto a strutture in acciaio leggere si può riassumere in questi termini:
- Leggero
- Con basso spessore
- Abbastanza flessibile
- Capace di assorbire leggere vibrazioni
- Esteticamente pregevole
- In grado di ricevere finiture colorate

Il prodotto che maggiormente risponde a queste richieste è senza dubbio la pittura intumescente. Uno dei maggiori ostacoli che fino ad ora limitavano l’utilizzo di questi materiali era dovuto al limitato campo di massività, che in generale si attestava poco oltre i 300 m-1.
Oggi la sperimentazione continua, attenta a rispondere alle esigenze di mercato sopra descritte, ed ha consentito il raggiungimento di importanti risultati tecnici come quelli ottenuti da Amonn con il prodotto Amotherm Steel SB nel recente rapporto di valutazione CSI 2285FR del 30/07/2019 dove si raggiungono valori di massività fino a 450m-1.

Conclusioni

Grazie all’impianto normativo molto completo e collaudato, grazie all’approccio ingegneristico dei professionisti antincendio con una valutazione più attenta del rischio incendio ed infine grazie anche ad una maggiore attenzione della parte industriale a problemi particolari o di nicchia, la soluzione al fuoco per strutture metalliche leggere non è più irrealizzabile, ma facilmente raggiungibile.
 
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