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J.F. AMONN Srl

Perché proteggere il legno?

Per sua natura il legno è un materiale ad elevata combustibilità, infatti il legno è un prodotto organico di origine vegetale, costituito principalmente da cellulosa e lignina, sostanze caratterizzate da un alto contenuto di carbonio che, unitamente all’idrogeno, è una delle componenti essenziali del processo di combustione.
Quando si parla del legno sottoposto all’azione del fuoco, bisogna considerare due aspetti: la sua capacità intrinseca di resistere al calore, ma al contempo la sua prerogativa di propagare l’incendio.
A differenza di altri materiali da costruzione, quali acciaio o calcestruzzo, il legno è un materiale combustibile. La combustibilità è certamente una caratteristica negativa del legno, poiché potrebbe contribuire allo sviluppo ed alla propagazione di un incendio. Inoltre, in base all’essenza legnosa e ad altri fattori, il legno può comportarsi diversamente una volta esposto a fonte di calore e/o fiamma libera. Il diverso comportamento viene definito come reazione al fuoco. Più semplicemente, per reazione al fuoco si intende il grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al quale è sottoposto. Tale fenomeno è influenzato da diversi fattori:

  • propagazione della fiamma (la velocità con la quale il fronte di fiamma si espande);
  • infiammabilità (attitudine di una sostanza a mantenere da sola la combustione);
  • sviluppo di calore (quantità di calore prodotto in un determinato tempo);
  • gocciolamento (rilascio di gocce di sostanze incandescenti durante e dopo l’esposizione a fiamma e/o calore)
  • produzione di fumi;
  • produzione di gas tossici.

Migliorare la reazione al fuoco del legno, a prescindere dall’essenza legnosa e dall’impiego che ne viene fatto, significa ridurre la possibilità che esso sia fonte di innesco e di propagazione della fiamma. Modificare la capacità di reazione al fuoco di un elemento non significa comunque prolungarne la sua stabilità nel tempo (R) in caso di incendio diffuso. Infatti le temperature che si registrano durante un incendio sono troppo elevate per permettere a sistemi, destinati al miglioramento della reazione al fuoco, di esplicare al meglio la loro funzione. Nel caso di elementi strutturali in legno si rende quindi necessario valutare e verificare la capacità di resistere al fuoco R.
Sempre a differenza di altri materiali da costruzione, riesce a difendersi da solo dall’azione di un incendio. La combustione si determina inizialmente sulla superficie esterna del legno quando viene a contatto con una sorgente di calore; successivamente la combustione prosegue interessando via via le parti più interne e continuando in profondità fino alla totale combustione dell’intera massa legnosa coinvolta. Questo processo richiede un lasso di tempo che dipende dalla sezione del legno, durante il quale la combustione crea uno strato carbonioso che, insieme all’alto potere isolante del legno, protegge la parte interna e non ancora aggredita, che di fatto mantiene inalterate tutte le proprie caratteristiche meccaniche. In condizioni normali di ventilazione l’accensione superficiale del legno si verifica in un intervallo di temperatura compreso fra 260°C e 280°C. La rapidità della combustione risulta favorita dai seguenti fattori:

  • elevato rapporto superficie/volume
  • bassa densità, limitata massa volumica
  • basso tenore di umidità
  • alto contenuto di resine infiammabili
  • presenza di prodotti di finitura infiammabili
  • superfici grezze, non omogenee, non compatte e fessurate
Anche in questo caso, diverse specie legnose si comportano in maniera differente variando il tempo in cui avviene tale processo, definito velocità di carbonizzazione.

Ricapitolando, l’incendio si può suddividere principalmente in due fasi:

  • fase d’innesco strettamente correlata con la natura combustibile dei materiali (reazione al fuoco)
  • fase d’incendio generalizzato con incontrollata propagazione del fuoco, del fumo e dei gas caldi (resistenza al fuoco)
Per ogni fase sono da adottare sistemi di protezione specifici.
 
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